Creatività Sfrenata, Scrittura

Lasciami entrare

Prosegue la scrittura. Chissà per quanto ci riuscirò ancora prima di ricadere nella mia proverbiale incostanza! Ma finchè dura… Beh continuiamo a vedere se a qualcuno interessa questa storia di fantascienza che non so bene dove stia andando a parare! Tema di oggi: lasciami entrare.

Lasciami entrare

Ferma.
Immobile.
Addormentata ma vigile.
Era entrata in contatto con quella superficie fredda e morta ormai molto, molto tempo prima. Aveva abbandonato il minuscolo sassolino su cui aveva vagato per lo spazio per un periodo che era impossibile quantificare, e poi quell’enorme oggetto si era avvicinato.

Lasciami entrare

L’aveva visto luccicare in lontananza, e poi diventare sempre più grande, sempre più grande. Non aveva potuto fare nulla per decidere la direzione del proprio mezzo ma alla fine dopo una lunghissima attesa si era scontrata con quell’oggetto sconosciuto e vi si era adagiata.
Non sembravano esserci altre forme di vita.
Il suo istinto primario tendeva alla conservazione e quindi non si era mossa inizialmente, poi aveva iniziato ad esplorare con fatica, conquistando pochi centimetri al giorno, quella distesa metallica.
Ma aveva percepito che sotto di lei c’era qualcosa. Qualcosa che le serviva.

Lasciami entrare

E poi un giorno, arrivata all’altezza di una zona diversa dal resto del suo percorso, aveva sentito qualcosa, qualcosa di lontano, di quasi impercettibile e le era sembrato di vedere anche un’ombra diversa da qualunque cosa avesse mai visto, e aveva captato chiaramente che sotto quel manto freddo e scuro sarebbe sopravvisuta.
Voleva crescere.
Voleva svilupparsi.
Era la natura stessa che aveva instillato in lei quell’istinto primordiale di vita.
Ma per farlo aveva bisogno di respirare di più, di un gas che in quello spazio immenso era troppo rarefatto, che le permetteva a malapena di sopravvivere in quello stato di letargo in cui era dovuta entrare quando si era ritrovata improvvisamente espulsa dal pianeta in cui aveva iniziato a crescere.
Ed allora aveva dato inizio al processo contrario e si era rimpicciolita fino a diventare di pochi centimetri, per minimizzare il consumo di ogni elemento durante quel vagare infinito che non sapeva dove l’avrebbe portata.

Lasciami entrare

Vedeva davanti a sé finalmente quello strano buco da cui aveva visto uscire quell’agile creatura, una volta, poi un’altra.
Ma c’erano voluti giorni, mesi, prima di riuscire a raggiungere quel punto, e ora lo vedeva, sarebbe riuscita a raggiungerlo a breve, forse.
Ma ora doveva riposare.
Era stanca, troppo stanca.

Lasciami entrare

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