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La mafia uccide solo d’estate

Forse per partito preso o memore di certi mattoni visti in passato ammetto di non essere una grande fan del cinema italiano.
O meglio non sono fan delle commedie demenziali che ne costituiscono una buona fetta, ma neanche di quei film pesantissimi lunghi tre ore in cui il regista cerca di esaminare ogni aspetto dei sentimenti e delle situazioni più tragiche che un uomo possa immaginare.


Vero è che, soprattutto in questi ultimi anni, il cinema italiano ci ha però regalato più di un film carino, divertente e piacevole da guardare.
Il film di cui voglio parlare oggi, però, non rientra, secondo me in nessuna delle categorie che ho appena descritto, costituisce una categoria a sè: la categoria Pif.
Penso non ci sia altro modo per catalogare “La mafia uccide solo d’estate“, un film la cui trama potrebbe sembrare di un impegno e di una crudezza quasi eccessiva, se non fosse che tutti i fatti atroci narrati vengono visti dal punto di vista della ex Iena, Pif.
Ora che ci provo mi accorgo che questo non è un film semplice da recensire, perchè ci sono tante cose da dire e cercherò di andare il più possibile con ordine.<è>

Il trailer

La trama

Il film racconta la vicenda di Arturo, giovane giornalista che racconta in maniera del tutto originale dei fatti di mafia che hanno punteggiato la sua vita fin dall’infanzia ed esplosi nella sanguinosa stagione stragista a partire dagli anni ottanta fino al 1992.

Le mie impressioni

Dire che questo film mi è piaciuto è veramente poco: mi ha colpito, commosso, divertito e interessato.
Capire e conoscere una parte di recente storia italiana grazie agli occhi di un bambino (che anche crescendo sempre bambino rimane) è la cosa più geniale e accattivante del film
Trasportati dalle vicende amorose di Arturo ci ritroviamo a incontrare personaggi che hanno fatto la storia della Sicilia e dell’Italia, a conoscerne l’importanza e l’impegno contro la mafia.
La mafia è il protagonista principale di questo film, lo spettro che aleggia in ogni scena e in ogni dialogo e che accompagna la vita di Arturo dalla sua nascita a… no, non la morte, ma non voglio svelare niente di quello che gli succederà.
Stragi e omicidi vengono raccontati con una componente di leggerezza che li rende sopportabili, senza però mai banalizzare le figure che in un modo o nell’altro entrano a far parte della vita di Arturo, e che, ognuna in un suo modo, segnano la sua vita.
Paradossale come le decine di figure positive si spargano in piccoli ruoli all’interno del film, mentre ruolo di quasi co-protagonista sembra averlo l’ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti che viene preso dal piccolo Arturo a modello di vita secondo la sua ingenua visione del bene e del male.
Le vicende umane di un bambino e della sua famiglia si snodano a Palermo per la durata di ventennio, facendoci conoscere vari aspetti della Sicilia e della sua gente, catturandoci e facendoci sperare che alla fine ci sia una svolta positiva, che il grande cattivo, alla fine, venga sconfitto, anche se già dal principio si sa che questo non succederà.
Non mancano le scene comiche e le risate, anche se amare, che vengono strappate nei momenti più impensati, non mancano neanche i sorrisi per la dolcezza con cui vengono raccontati certi argomenti e certe scene.
Pif è straordinario come regista e sceneggiatore e convincente anche come attore, con quella sua aria spaesata che ha di natura nelle trasmissioni e nelle interviste e che perfettamente si intona ad Arturo diventato ormai “adulto”.
Come avrete capito sono rimasta veramente colpita ed entusiasta di questo film, che mi ripromettevo di vedere da tanto senza mai averne l’occasione.

Pro
Pif, la trama, l’argomento interessante.
Contro
Nessuno.
Consigliato a chi
Tutti
Voto: 5/5

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