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Film, Film e telefilm

Il quinto potere

The fifth estate

Il primo film di cui voglio fare una recensione è l’ultimo che ho visto, e che mi è piaciuto in ordine di tempo. “Il Quinto potere” non è un film particolarmente famoso, ma ha un cast eccezionale e si occupa di una storia che è stata per mesi sulle pagine di tutti i giornali, o forse più che di una storia potrei dire di una persona: Julian Assange.


Un paio di anni fa il caso Wikileaks ha scosso il mondo, ne avevo sentito parlare tanto ma non avevo mai approfondito la cosa, avevo semplicemente guardato qualche telegiornale e letto qualche articolo. Quando ho visto che era uscito questo film, complice il mio debole per il protagonista Benedict Cumberbatch, ho deciso che valeva la pena dargli una possibilità contando che il resto del cast è costituito da gente del calibro di Daniel Brühl, Stanley Tucci, Laura Linney, Anthony Mackie, David Thewlis e Peter Capaldi.
Non ha deluso le aspettative.
Ma andiamo con ordine “Il quinto potere” si basa su due libri: “Inside WikiLeaks. La mia esperienza al fianco di Julian Assange nel sito più pericoloso del mondo” di Daniel Domscheit-Berg, il braccio destro di Assange per anni, e “Wikileaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di stato” dei giornalisti britannici del Guardian Luke Harding e David Leigh.

Il trailer

La trama

Il film si snoda intorno alla vicenda del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange e del suo collega Daniel Domscheit-Berg, i quali decidono di puntare i riflettori del mondo sulle storture di un sistema di potere e privilegi, creando una piattaforma per la diffusione di informazioni riservate in forma anonima. Nel giro di poco tempo riescono a raggiungere il grande pubblico, diventando un vero e proprio strumento di controinformazione globale. Le tensioni tra i due, però, si scatenano quando riescono a raggiungere la più cospicua raccolta di informazioni riservate degli Stati Uniti.

Le mie impressioni

Il taglio che gli viene dato è secondo me molto interessante, non santifica né accusa Assange per quello che ha fatto ma ne dipinge un ritratto visto dagli occhi dell’amico e collaboratore Daniel in una escalation che lo porta ad essere da innovatore rivoluzionario a una persona a 360° di cui a poco a poco si vengono a conoscere i lati più scuri.
L’attualità della vicenda e il fatto che tanto se ne fosse parlato in tutto il mondo ha reso il film ancora più interessante, prima di vederlo non sapevo neanche che alcuni degli scoop citati fossero opera di Wikileaks.
Sicuramente la vicenda viene romanzata ma quello che ho apprezzato è il taglio quasi obiettivo che il regista ha cercato di dargli. Dico quasi perché basandosi sul libro scritto dal socio e amico di Assange ovviamente la sua figura risulta essere quella meno obiettiva e più falsamente eroica del film.
Ho trovato questo particolare l’unica nota leggermente stonata in una ricostruzione che non annoia e che anzi appassiona anche per i particolari tecnici e leggermente “nerd” che vengono inseriti.
Ovviamente dico questo da profana, non so se un tecnico del mestiere informatico possa invece aver rilevato imprecisioni e incongruenze, ma penso che la maggior parte del pubblico possa invece apprezzare non solo alcune ricostruzioni di come materialmente veniva gestito e messo in piedi Wikileaks, ma anche lo spaccato che questo film offre del panorama hacker-nerd di alcune zone europee nel primo decennio del 2000.
Più di tutto quello che colpisce è l’interpretazione di Cumberbatch: chi lo conosce e lo apprezza nei panni di Sherlock troverà in lui una conferma, per chi invece ancora non lo conosce (e se non lo conoscete dovete immediatamente andare a reperire le tre serie di Sherlock) sarà una piacevole sorpresa.
Anche il resto del cast, soprattutto Daniel Brühl, è convincente e ben inserito, a parte forse Stanley Tucci che come sempre si presta a ruoli macchietta da cui non riesce a liberarsi.
Il film è stato un flop al botteghino (badate bene sono ghiotta di film che non guarda nessuno, che molti ritengono dei flop e che a me generalmente piacciono moltissimo), proprio perché accusato di non rispecchiare la realtà. Trovo che sia una critica non corretta per questo film che, basandosi come ho già detto più volte su un libro scritto da una persona che si trovava in prima persona nella vicenda Wikileaks, offre sicuramente una visione di parte, e la parte non è certo quella di Assange.
In alcuni punti si percepisce lo stile più giornalistico del secondo scritto che ha ispirato la trama, ma si perde un po’ nell’interesse che alla fine provocano le relazioni personali tra i personaggi e gli accadimenti che travolgono le loro vite.
La trama regge ed è avvincente e gli attori sono secondo me straordinari, tanto che varrebbe la pena di vedere il film in lingua originale per coglierne ancora meglio la bravura, soprattutto quella di Cumberbatch che da quanto ho potuto sentire ha mitigato il suo accento British per avvicinarsi quanto più ad Assange in una prova che porta ad una identificazione pressochè perfetta. Questo ragazzo spero di vederlo presto, molto presto, con un Oscar in mano.
Questo basta per me a promuovere a pieni voti il film, sicuramente non leggerissimo visto che va seguito per tenere traccia degli intrecci e della storia raccontata, ma che si fa guardare tranquillamente.

Pro
Ottimo cast, fantastici protagonisti, trama interessante.
Contro
Non riesco a trovare un vero contro di questo film, se non forse l’essere un po’ dalla parte del socio di Assange.
Consigliato a chi
Vuole informarsi un po’ di più (senza leggere ;)) su un fatto di attualità così famoso
Voto: 3.5/5

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1 Comment

  • Reply Judy 27th ottobre 2014 at 5:25 pm

    Più di tutto quello che colpisce è l’interpretazione di Cumberbatch.

    Sai, la cosa che mi ha più colpito è proprio lui, okay, sai benissimo che sono di parte, e che lui lo adoro, ma quando lo prenderei a sberle in questo film non hai idea. Questo mi fa capire quanto sia bravo, perché lo odio proprio, ti fa sentire a pelle l’indipendenza del carattere che interpreta. Come riesce a trasmettere benissimo quel cinico distacco classico di Sherlock Holmes.
    Ti dimentichi quasi che lui in realtà è un grandissimo pirla, che proloquia come uno scaricatore di porto e ama fare il photobomb agli attori durante il red carpet degli Oscar.
    Cumberbatch a parte, il film mi è piaciuto, me lo guarderò sicuramente in inglese, ci sono attori che perdono tantissimo con il doppiaggio italiano!

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