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Australia

Ancora una volta sono rimasta latitante per un po’… Ma ho avuto una buona, anzi ottima ragione! Non solo mi sono sposata il 12 settembre ma poi ho anche passato 3 settimane a spasso per l’East Australia visitando posti incredibili e vedendo panorami e paesaggi che porterò con me per tutta la vita. A un paio di settimane di distanza dal mio (triste) ritorno sono finalmente riuscita a riorganizzare le idee e le fotografie e posso iniziare a preparare una cronistoria di questi fantastici 20 giorni… Raccontando un viaggio che spero possa ispirare i viaggiatori di tutto il mondo ad intraprendere questo lunghissimo volo aereo per scoprire una terra che mi ha colpito moltissimo per miliardi di motivi che spero riuscirò ad esporre un po’ alla volta in questo post.

Australia

L’Australia è un paese immenso, non scherzo… veramente immenso… Guardatelo a confronto con l’Europa…

da http://www.mondoaeroporto.it

E pensate che in questa vastità ci sono poco più di 22 milioni di abitanti, contro i 742 milioni di cittadini che vivono in Europa: pazzesco vero? 15 milioni vivono nelle grandi città (Sidney, Melbourne, Adelaide, Brisbaine e Perth) gli altri sparsi in tutto quello spazio, è un po’ come passare con la saliera sulla tavola e spargere granelli di sale, io mi sono immaginata questa descrizione per descrivere la densità di popolazione di questo immenso continente.
Le coste sono verdi e meravigliose ma il centro è puro deserto rosso, lo chiamano il continente più inospitale del pianeta e sinceramente, avendone visto l’interno, è facile capire perchè: non si possono far pascolare animali nè coltivare piante, è puro deserto arso e secco. Per i turisti uno spettacolo impareggiabile, per chi deve viverci… Un po’ meno.
Terra di immigrati, la popolazione ha al suo interno le etnie più disparate, dai nativi aborigeni, a tantissimi asiatici, agli Europei, un vero e proprio melting-pot che ho trovato perfettamente funzionante, più che in qualsiasi altro paese io abbia visitato (esempio USA).
Io ho avuto la fortuna di fare un giro veramente lungo da Kangaroo Island a Melbourne, passando per Sidney e poi la spettacolare Ayers Rock, il Kakadu Park e infine Cairns e la sua barriera corallina: un giro che, come mi ha portato a percorrere le distanze… Come se avessi viaggiato dall’Egitto alla Norvegia, niente male eh?
E quindi iniziamo con la prima tappa che è stata la mia preferita…

Kangaroo Island

Si trova 112 km a sudovest di Adelaide, 13 km al largo di Cape Jervis, nello Stato del South Australia. È lunga 145 km e di larghezza variabile fra 900 m e 57 km, per un’area complessiva di circa 4.400 km². Il perimetro della costa è di 509 km e l’altitudine massima sull’isola è di 307 m.
E’ un vero e proprio parco naturale, con qualche piccolissima città, una manciata di alberghi e, per il resto, un territorio del tutto in mano agli animali. Canguri, koala, echidna, pinguini… Un paradiso naturale fatto di scogliere altissime, boschi di eucalipto, distese d’erba e dune di sabbia. Andare qui mi ha fatto capire cosa significa davvero natura, le strade asfaltate sono 3 in tutta l’isola, per il resto bisogna addentrarsi sulle strade di terra rossa appena battute che ti portano a scoprire le zone più nascoste e meravigliose dell’isola.
L’oceano, quello blu ed immenso è uno dei miei grandi amori e qui ho potuto ammirarlo in tutto il suo splendore…

Le coste e il mare sono da togliere il fiato… e sulle rocce o sulla spiaggia è possibile fare dei simpatici incontri…

Anche sugli alberi gli incontri sono all’ordine del giorno…

…e in realtà anche per strada…

…o nel verde che costeggia la strada!

Melbourne

Dopo la prima tappa a Kangaroo Island e due tappe intermedie a Robe, graziosa località di mare in cui ci siamo fermati una notte, e Warnambool siamo arrivati a Melbourne, la prima delle città australiane che abbiamo visitato. A me non è piaciuta particolarmente, troppo incasinata (passatemi il termine tecnico) anche se alcuni scorci e posti erano davvero molto belli, come il porto o i locali in riva al fiume Yarra. E’ comunque stato molto bello girarla in lungo e in largo a piedi e scoprire qualcosa di più sulla storia di come l’Australia è stata colonizzata.
Melbourne è la capitale culturale d’Australia, dove si concentrano artisti di ogni genere, ed è un indiscusso centro culturale internazionale.
La piazza principale, Federation Square ospita l’Australian Centre for the Moving Image a testimonianza del fatto che Melbourne è un importante centro anche cinematografico.
Abbiamo letto sulla guida che è stata nominata per cinque anni consecutivi “città più vivibile al mondo” secondo la speciale classifica stilata da The Economist, a viverla così, per soli due giorni a me è sembrata davvero… Incasinata, ma si sa che la vita da turisti non ha niente a che fare con la routine quotidiana!

Sidney

Vista Melbourne siamo volati fino a Sidney, città che mi è piaciuta molto di più della prima. Abbiamo visitato, avendo tre giorni scarsi, solo la city, fatta eccezione per una piccola gita di qualche ora a Bondi Beach, in una giornata in cui il vento riusciva quasi a staccarti i piedi da terra. Pur non essendo la capitale dell’Australia (che è Canberra) è la città più conosciuta di questo continente ed anche la più grande. A dire il vero è proprio una delle città più grandi del mondo come estensione, in Australia c’è tanto spazio e piuttosto che svilupparsi in verticale qui tutto viene sviluppato in orizzontale, e questa città non fa eccezione; non è invece in classifica per quanto riguarda la popolazione, è grande ma si ferma a poco più di 4 milioni di abitanti.
Inutile dire che la prima cosa che abbiamo fatto è stata andare a vedere i dock da cui si scorge la Sidney Opera House e il Sydney Harbour Bridge che abbiamo avuto la fortuna di vedere anche dal mare grazie a una bellissima gita in barca, ed anche da lontano ovvero dalle colline di fronte alla baia: spettacolare.
E’ una metropoli con una vita molto attiva ma non mi ha comunque dato l’idea di essere molto caotica, è sicuramente più turistica di Melbourne e forse anche per questo mi è piaciuta di più. Divertente anche la gita alla zoo, più che altro per la splendida posizione in cui è situato, un promontorio che domina la baia.

Ayers Rock

E poi… e poi… e poi… abbiamo lasciato la civiltà per inoltrarci nel deserto! Un volto di poco meno di tre ore da Sidney che ci ha portato nel cuore dell’Australia, a vedere Uluru, la roccia che viene chiamata proprio “cuore dell’Australia”. In questa tappa abbiamo capito perchè questo è chiamato il continente più inospitale del mondo. Terra rossa e arsa e arbusti: niente di più. Ad Ayers Rock c’è un resort composto da 5 alberghi, una banca, un supermercato e un ufficio postale: questo è tutto. Il piccolissimo aeroporto ha una pista e un paio di voli al giorno non di più.
In cielo non c’è una nuvola, e non scherzo, neanche una nel corso di tre giorni, e l’azzurro è talmente azzurro da togliere il fiato.
Uluru è un enorme masso, e quando dico enorme intendo che si staglia per circa 350 m rispetto al territorio circostante, sprofonda nel terreno per circa 7 km e ha un’altitudine di 864 m s.l.m. con una circonferenza di circa 9 km. La sua caratteristica è la composizione ferrosa che le fa cambiare colore a seconda della luce, ovviamente i momenti più spettacolari sono l’alba e il tramonto. Noi abbiamo assistito a quest’ultimo, in un parcheggio dove tutte la macchine si mettono in fila e la gente esce o si siede sui tettucci,e, facendo bbq e bevendo birra, si passa lì una spettacolare ora in cui Uluru diventa da ocra a rosso prendendo sfumature color del fuoco.
A 25 km da Uluṟu si trovano i monti Kata Tjuta, letteralmente “molte teste”, che fanno parte della stessa formazione rocciosa e hanno un simile colore rosso.
Inconveniente di questa tappa, e di quasi tutta la zona nord: le mosche. Migliaia di mosche ti impediscono di camminare se non con la retina sulla testa, o grazie ad un self control che ti permette di non togliertele dalla faccia ogni volta che vi si posano. Nelle stagioni primavera ed autunno, a quanto ci hanno detto i locali, è sempre così durante il giorno, una seccatura, ma una volta muniti di copricapo a retina tutto diventava perfettamente sopportabile e si poteva partire ad esplorare questi luoghi selvaggi.
Ci siamo concessi un ulteriore lusso con un giro in elicottero sopra Uluru, la prospettiva dal cielo lascia sempre senza fiato.

Kings Canyon

E spostandoci di qualche centinaio di chilometri in mezzo al nulla siamo arrivati in un Lodge davvero particolare in cui abbiamo passato la notte. Dieci tende (di lusso, stra lusso con parquet per terra e bagno privato) in mezzo al deserto più deserto… Vi dico solo che per arrivarci, su una strada sterrata, abbiamo incrociato un cammello!
Abbiamo passato qui una notte e cenato intorno al fuoco con gli altri ospiti con una cena a base di carne di canguro! Un’esperienza fantastica…
Il giorno dopo siamo partiti per una passeggiata di tre ore sul Kings Canyon, una scalata delle montagne per arrivare in cima ed avere una vista di tutta la valle che si perde fino all’orizzonte. Non faceva neanche tanto caldo e grazie al nostro fidato cappuccio antimosche non abbiamo avuto problemi!

Kakadu Park

Un’altra tappa che si piazza sicuramente tra le preferite è stato il Kakadu Park, e la chiameremo “a caccia di coccodrilli”…!
Il parco ha una superficie di poco inferiore a quella della nostra regione Piemonte, e vi si trovano scarpate rocciose, cascate, fiumi e billabong (pozze di acqua piovana che si trasformano in selvaggi laghetti).
Famoso appunto per i coccodrilli questo parco è stata una vera e propria sorpresa da affrontare rigorosamente con un fuoristrada 4×4 visto che quasi tutte le strade sono, non solo sterrate, ma del tutto impraticabili con un’auto normale. La prima giornata l’abbiamo passata a caccia di coccodrilli nei billabong ma non ne abbiamo visto neanche uno! Abbiamo però percorso strade pazzesche e scoperto billabong di una bellezza incredibile (e delle impronte che spaventano per la loro dimensione, guardate la foto qui sotto e pensate che io ho un 41 di piede…).
Dall’Alligator Billabong a cui si arriva con una strada sterrata di 25 km al Red Lily Billabong, fino ad un punto di osservazione in cui abbiamo visto migliaia di anatre ed altre uccelli (non vi dico il rumore) tutte concentrate lì insieme a qualche wallaby!
Cosa sono i wallaby? Dei piccoli marsupiali, dei piccoli canguri ma gli indigeni non li chiamano canguri! Una guida ci ha raccontato che quando l’uomo bianco è arrivato, indicando questi animali ha chiesto agli aborigeni come si chiamassero e questi hanno risposto “kangaroo” che non era il nome degli animali ma significava semplicemente… “non ti capisco“!

Il giorno dopo ci siamo avventurati alle Jim Jim Falls, delle cascate, purtroppo secche visto che eravamo appunto alla fine della stagione secca, che tutti ci avevano consigliato di vedere. Già la strada per arrivarci è stata decisamente impegnativa, 40 km di impervio sterrato, 2 ore di strada praticamente. Giunti a destinazione con una temperatura di 40 gradi vediamo un cartello che indica le Jim Jim Falls a 900 metri… Non troppo distante ci diciamo…
Peccato che fossero 900 metri tra i massi e le rocce, da affrontare in modalità uomo ragno! Per fortuna alla fine siamo stati ricompensati da una vista mozzafiato, e da una spiaggetta raggiungibile solo quando la cascata è secca… Qui molti fanno il bagno perchè dicono non esserci molti alligatori… Una trappola per catturarli, però, faceva bella mostra di sè sulla riva!

Il terzo giorno abbiamo fatto forse la cosa più spettacolare di tutta la vacanza una crociera all’alba sullo Yellow River Billabong in cui abbiamo, finalmente, visto decine di coccodrilli e decine e decine di altri animali tra cui… un bufalo, un piccolissimo martin pescatore e altri uccelli di cui non saprei ripetere il nome in italiano!

Cairns e la barriera corallina

E poi siamo arrivati all’ultima tappa, la golden coast e finalmente un mare in cui si può fare il bagno e vedere la stupenda barriera corallina. Sulla città di Cairns non ho molto da dire, carina ma un semplice punto di partenza per cose più belle, le isole della barriera e la foresta pluviale più a nord…
Qui ci siamo un po’ rilassati e goduti il sole che però in Australia è molto pericoloso, a causa del buco dell’ozono se ne può prendere davvero pochissimo, siamo riusciti a scottarci pur essendoci messi la protezione 50 per tre volte… Non è un posto in cui fare tanto mare, o se si fa bisogna farlo con molta, moltissima attenzione!
Il primo giorno, comunque, siamo andati con un tour guidato a Frankland Island una riserva naturale sulla barriera corallina dove abbiamo fatto snorkling e visto Nemo, Dory e persino una tartaruga e dove, grazie a una barca con il fondo di vetro abbiamo potuto vedere ancora meglio i coralli. La cosa pazzesca della barriera corallina è che con il cielo coperto è tutta dello stesso colore, al primo raggio di sole, invece, prende vita e si colora di arancione, blu, verde, come se si accendesse un interruttore! Purtroppo non ho foto sott’acqua ma è stata comunque un’esperienza fantastica.

L’ultimo giorno l’abbiamo passato, sempre con un tour guidato, nella foresta pluviale e di nuovo alla ricerca di coccodrilli. Non è stato nulla di particolare a dire il vero, un tour con un po’ troppo pullman ma in cui abbiamo conosciuto delle simpatiche coppie italiane in viaggio di nozze con cui chiacchierare… Il momento clou della giornata è stato, per Carlo, tenere in mano un cucciolo di coccodrillo e per me… La paura quando il tipo che portava la barca su cui esploravamo il fiume si è avvicinato alla riva e ha afferrato da un ramo… Un serpente: puro terrore ve lo giuro 🙂

E alla fine siamo tornati a casa, e ripenseremo a questo viaggio non solo perchè è stato speciale per esserci appena sposati, e perchè ci siamo goduti in paradiso le prime tre settimane come marito e moglie, ma anche perchè è stata la vacanza per eccellenza, tre settimane di giro incredibile in un continente dall’altra parte del mondo, senza rotture telefoniche, di lavoro o di nessun genere.
Non è un viaggio che si fa facilmente, i costi sono alti, non lo nego, e ci vuole tanto tempo… Ma potendo… Lo consiglierei a chiunque!

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